Parco del partenio

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Il Parco Regionale del Partenio istituito nel 2002, occupa una superficie di 14.870,24 ettari e comprende 22 Comuni, variamente distribuiti sull’ambito territoriale, sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese. I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, sono dislocati sopratutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio. La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, ed il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Il sistema montuoso può considerarsi costituito da almeno tre dorsali di diverse dimensioni, allungate tutte da est a ovest e separate da profondi valloni, con corsi d’acqua a regime torrentizio. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri). Il Bacino imbrifero maggiore è quello del Fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio. Il territorio è comunque percorso da una rete di piccoli torrenti a sviluppo limitato. Il rio Vergine confluisce presso Avellino nel rio Fenestrelle, affluente del Fiume Sabato. Di notevole interesse le varie grotte presenti sul territorio. Ingente è anche la presenza di fossili ritrovati sul territorio. Il suolo del Partenio è formato per buona parte da materiali piroclastici, da materiali, cioè, di origine vulcanica, provenienti dal vicino complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Si tratta di suoli particolarmente fertili. Dal punto di vista climatico il Parco presenta un profilo altamente variabile, dovuto alla vicinanza del mare. In quota la piovosità registrata è una delle più alte del territorio nazionale. Le temperature oscillano tra i 26 e i 17 gradi centigradi, a seconda dell’altitudine, nel mese di luglio (il mese più caldo), mentre la temperatura media di gennaio (il mese più freddo) è di 0°, con oscillazioni in negativo che dipendono dall’altitudine. La neve fa la sua comparsa, anche copiosa, nei mesi invernali, nelle zone in quota. I venti dominanti, infine, sono quelli che spirano da NE, seguiti da quelli che spirano da SW, tirrenici e quindi apportatori di precipitazioni.

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